Appare, dopo un’interminabile galleria sulla A25 in direzione Pescara, Cocullo, un paesino con meno di 300 abitanti che riposa nella valle del Rio Pezzana, vicino a Sulmona, nell’aquilano.
Si tratta di un piccolo borgo medievale immerso nelle verdi montagne abruzzesi ancora cariche di neve, a metà tra la Valle Peligna e la Marsica. Ma non è solo una località ricca di bellezze naturali e di storia, con il pittoresco centro storico e gli interessanti monumenti; è soprattutto un posto speciale.

Esistono luoghi, infatti, dove antichissimi riti pagani e tradizione cristiana si fondono, dando vita a spettacolari cerimonie folcloriche.
Cocullo è uno di questi.
Festa dei Serpari
Ogni 1° di maggio, a partire dal 2012 – prima aveva luogo il primo giovedì dello stesso mese – ospita la suggestiva Festa dei Serpari in onore di San Domenico, patrono della cittadina e protettore contro le odontalgie, i cani e i lupi. Ma, soprattutto, contro i morsi dei serpenti.
Ecco perché i moderni cacciatori di rettili, cercando di emulare il più fedelmente possibile le tecniche dei serpari antichi, risalgono il Monte Luparo, il Monte di Mezzo, Palancaro, Forca d’Oro e Luppo una ventina di giorni prima dell’inizio dei festeggiamenti per accaparrarsi cervoni, biacchi, saettoni, biscie, chiudendoli in cassette di legno o vasi di ceramica o terracotta in attesa del loro momento. Nessuno è velenoso.
La festa ha inizio con la celebrazione della messa, al termine della quale, alle 12.00 in punto, la statua del santo viene condotta a spalla sulla piazza principale e qui inghirlandata da un impressionante groviglio di code, teste e lingue sibilanti.



Ai lati, due ragazze in costume tradizionale portano sulla testa enormi canestri contenenti cinque “ciambellani”, pani sacri che ricordano un miracolo del monaco e che saranno offerti al termine della cerimonia ai portatori del simulacro e dello stendardo che aprono la processione.

La folla di pellegrini, visitatori o semplici curiosi, intanto, tira con i denti la cordicella di una campana all’interno della chiesa per farsi proteggere da eventuali malattie alle gengive o alla dentatura stessa, mentre altri fanno la fila per raccogliere, da una nicchia dietro l’altare, pietrisco e polvere da spargere intorno alle abitazioni o sui campi per tenere lontani pericoli di ogni genere e invocare protezione.
Dopo la processione
Prima e dopo la processione i serpari mostrano i rettili e permettono ai più temerari di accarezzarli e maneggiarli.


I turisti che solitamente giungono a Cocullo da tutto il mondo sono, mediamente, circa 20mila. Mentre fino a non molto tempo fa le serpi venivano poi “sacrificate” sul cortile antistante la chiesa oppure vendute, un diverso spirito civile vuole, oggi, che siano liberate dove sono state catturate.
Se non hai piani, quindi, trascorrere il 1 maggio in modo diverso potrebbe essere una bella idea, facendo riconciliare l’animo con la natura e scacciando, o anche solo mettendo momentaneamente da parte, i pregiudizi e le paure che troppo spesso ci impediscono di godere e di conoscere le meraviglie che ci circondano. Se sei scettico, fatti coraggio e fidati di noi: giocare con un cervone sarà un’esperienza che non dimenticherai! 😉


Lascia un commento